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Tesi e intelligenza artificiale: un detector segnala il 45,5% di 1.163 elaborati

Tesi di laurea · Detector AI · Studio 2026

Quanto è diffusa l’intelligenza artificiale nelle tesi universitarie? Uno studio scientifico pubblicato nel 2026 ha applicato un detector AI a 1.163 tesi magistrali reali: 529 elaborati, pari al 45,5%, sono stati segnalati per una possibile presenza di testo associato all’intelligenza artificiale. Un risultato importante, ma che non significa che quasi una tesi su due sia stata certamente scritta con ChatGPT.

1.163 tesi magistrali reali sottoposte all’analisi
529 elaborati segnalati dal detector Pangram
45,5% quota delle tesi che ha ricevuto una segnalazione
30% mediana del testo stimato come AI nei casi segnalati

La diffusione di ChatGPT e degli altri strumenti di intelligenza artificiale generativa sta cambiando il modo in cui gli studenti cercano informazioni, organizzano idee, revisionano testi e preparano gli elaborati accademici.

Parallelamente sono diventati sempre più comuni i detector AI per tesi, software che cercano di stimare se alcune parti di un documento presentino caratteristiche compatibili con testo generato artificialmente.

La domanda più importante, però, non è soltanto quanto questi strumenti segnalino. È quanto possiamo fidarci del risultato.

Se stai preparando la consegna della tua tesi e vuoi capire anche la differenza tra similarità, plagio e rilevamento AI, consulta la nostra guida completa al controllo antiplagio della tesi e alla verifica AI.

Lo studio 2026 sui detector AI: che cosa è stato analizzato

La ricerca, intitolata Who wrote this? Evaluating the reliability of AI detection tools in higher education, è stata pubblicata il 29 giugno 2026 sull’International Journal for Educational Integrity.

Gli autori hanno inizialmente confrontato quattro strumenti di rilevamento — Pangram, Turnitin, Copyleaks e GPTZero — utilizzando 160 documenti accademici di cui conoscevano l’origine.

I testi erano divisi in quattro categorie: elaborati scritti da persone, testi interamente generati dall’intelligenza artificiale, documenti ibridi contenenti sia parti umane sia parti generate e testi AI successivamente rielaborati per renderli più simili alla scrittura umana.

In quello specifico esperimento Pangram ha ottenuto complessivamente i risultati migliori. Gli altri strumenti hanno mostrato prestazioni più variabili, soprattutto nei testi ibridi e in quelli prodotti con modelli generativi più avanzati.

I ricercatori hanno quindi utilizzato Pangram su un secondo dataset composto da 1.163 tesi magistrali reali presentate nell’anno accademico 2024-2025 presso una facoltà dell’area delle scienze sociali ed economiche.

Il detector ha segnalato 529 tesi, cioè il 45,5% del campione. Tra i documenti segnalati, la stima media di testo associato all’AI era del 34%, mentre la mediana era del 30%.

Lo studio scientifico completo è disponibile su Springer Nature.

Il 45,5% non significa che quasi metà delle tesi sia stata scritta dall’AI

Questo è il punto fondamentale per interpretare correttamente il dato.

Nel primo esperimento i ricercatori conoscevano l’origine dei 160 testi e potevano quindi confrontare il risultato dei detector con una situazione reale nota.

Per le successive 1.163 tesi, invece, non era disponibile una “ground truth”: gli autori non conoscevano il processo effettivo attraverso il quale ogni studente aveva scritto il proprio elaborato.

Non è quindi possibile trasformare automaticamente il 45,5% in affermazioni come “il 45,5% degli studenti usa ChatGPT per la tesi” o “quasi una tesi su due è scritta dall’AI”.

Il dato corretto è questo:

Pangram ha segnalato indicatori compatibili con possibile testo AI nel 45,5% delle 1.163 tesi esaminate. Una segnalazione automatica rappresenta un elemento da approfondire, non la prova certa di come il documento sia stato prodotto.

Turnitin e intelligenza artificiale: cosa dice realmente il sistema

Turnitin è uno dei nomi più conosciuti quando si parla di verifiche degli elaborati universitari, ma anche in questo caso è essenziale distinguere il controllo delle corrispondenze dal rilevamento AI.

Nella propria documentazione ufficiale, Turnitin precisa che la percentuale generata dal proprio modello di AI Writing Detection è distinta e indipendente dal Similarity Score.

Il primo tenta di individuare parti di prosa che potrebbero essere state generate dall’intelligenza artificiale. Il secondo indica invece quale porzione del documento presenta corrispondenze con fonti contenute nei database utilizzati dal sistema.

Puoi consultare direttamente la documentazione ufficiale Turnitin sull’AI Writing Report.

Turnitin ammette la possibilità di falsi positivi

Un dettaglio particolarmente importante riguarda le percentuali basse.

Turnitin spiega nella propria documentazione che i modelli di rilevamento AI possono produrre falsi positivi, cioè classificare erroneamente come artificiale del testo scritto da una persona.

Per questo motivo il sistema considera meno affidabile la fascia compresa tra l’1% e il 19%. Quando una rilevazione rientra sotto la soglia del 20%, l’AI Writing Report non mostra più una percentuale numerica precisa ma utilizza un asterisco.

È un’indicazione significativa: persino uno dei principali operatori del settore invita quindi a non interpretare un punteggio AI come una prova automatica.

Turnitin rileva l’AI nelle tesi scritte in italiano?

C’è poi un elemento particolarmente rilevante per gli studenti delle università italiane.

Secondo la documentazione attualmente pubblicata da Turnitin, per generare un AI Writing Report il documento deve essere scritto in una lingua supportata. Le lingue indicate sono inglese, spagnolo, giapponese e arabo.

L’italiano non compare attualmente nell’elenco delle lingue supportate da quella specifica funzione di AI detection.

Questo non significa che Turnitin non possa essere utilizzato con una tesi italiana per individuare similarità e corrispondenze. Sono due funzioni differenti.

È quindi scorretto presumere che un’università che utilizza Turnitin per il controllo di similarità stia necessariamente effettuando anche lo stesso tipo di rilevamento AI su una tesi in italiano.

Turnitin stesso distingue similarità e plagio

Anche sul controllo antiplagio esiste un equivoco frequente.

Turnitin spiega espressamente che il proprio sistema confronta il documento con le fonti disponibili nei suoi database e individua le porzioni di testo simili. La percentuale risultante non stabilisce automaticamente se sia avvenuto plagio.

Una citazione correttamente attribuita, una definizione tecnica, una bibliografia o una formulazione inevitabilmente simile possono generare una corrispondenza senza rappresentare necessariamente un comportamento scorretto.

La stessa Turnitin dedica una guida ufficiale alla corretta interpretazione della percentuale di similitudine.

Abbiamo spiegato più nel dettaglio come interpretare questi risultati e perché non esiste una percentuale di plagio universalmente valida nella nostra guida: Controllo antiplagio tesi e verifica AI: cosa controllare prima della consegna.

Detector AI diversi possono dare risultati diversi sulla stessa tesi

Lo studio del 2026 mette in evidenza anche un’altra questione importante: il nome del detector utilizzato conta.

Nei test effettuati sui documenti di origine conosciuta, Pangram, Turnitin, Copyleaks e GPTZero non hanno prodotto risultati equivalenti.

In particolare, alcuni sistemi hanno sottostimato maggiormente i testi generati dai modelli più avanzati, mentre i documenti ibridi — nei quali scrittura umana e generazione artificiale sono mescolate — hanno creato ulteriori difficoltà.

Questo significa che sottoporre la stessa tesi a due rilevatori AI differenti può portare a percentuali diverse. Non è necessariamente la prova che uno dei due sistemi sia “rotto”: algoritmi, soglie, dataset di addestramento e criteri di classificazione possono essere differenti.

Cosa dovrebbe fare uno studente prima di consegnare la tesi?

Il modo più utile di affrontare questi strumenti non è cercare ossessivamente di ottenere uno “0%”, ma verificare che l’elaborato sia realmente corretto, documentato e coerente con le regole del proprio percorso universitario.

  • Controlla le citazioni: ogni passaggio ripreso da una fonte deve essere attribuito correttamente.
  • Rivedi le parafrasi: cambiare poche parole rispetto all’originale può non essere sufficiente.
  • Verifica la bibliografia: controlla che le fonti citate nel testo siano corrette e realmente esistenti.
  • Interpreta le similarità: una percentuale complessiva non racconta da sola la qualità delle singole corrispondenze.
  • Interpreta con prudenza gli indicatori AI: una segnalazione automatica non equivale alla prova dell’origine del testo.
  • Controlla le regole del tuo ateneo e del relatore: le modalità consentite di utilizzo dell’intelligenza artificiale possono variare.

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Gli indicatori AI vengono interpretati come segnali probabilistici e non come una certificazione automatica dell’origine del testo.

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Il vero problema non è una percentuale: è come viene interpretata

Il risultato dello studio sulle 1.163 tesi mostra quanto rapidamente l’intelligenza artificiale sia entrata nel dibattito sull’integrità accademica. Ma mostra anche perché affidarsi a una singola percentuale può essere fuorviante.

Un detector AI può essere utile per evidenziare passaggi da approfondire. Un sistema di similarità può aiutare a individuare corrispondenze che meritano una revisione. Nessuno dei due, da solo, ricostruisce però l’intero processo con cui una tesi è stata scritta.

La valutazione più sensata combina quindi strumenti automatici, verifica delle fonti, controllo delle citazioni, analisi del contesto e supervisione umana.

Per uno studente il principio resta semplice: prima della consegna non serve soltanto chiedersi “che percentuale avrò?”, ma assicurarsi di conoscere, documentare e poter difendere personalmente ciò che è stato scritto.

Domande frequenti sui detector AI per le tesi

Il 45,5% delle tesi è stato scritto con l’intelligenza artificiale?

No. Nello studio citato Pangram ha segnalato 529 delle 1.163 tesi analizzate. Per questi elaborati reali non era però disponibile una verifica certa dell’effettivo utilizzo dell’AI, quindi il 45,5% rappresenta la quota segnalata dal detector e non una percentuale accertata di studenti che hanno utilizzato ChatGPT.

Un detector AI può sapere con certezza se una tesi è stata scritta con ChatGPT?

No. Un detector individua caratteristiche statistiche considerate compatibili con testo generato artificialmente. Il risultato può essere utile come indicatore, ma non ricostruisce con certezza il processo di scrittura.

Turnitin rileva l’AI nelle tesi in italiano?

Nella documentazione corrente dell’AI Writing Report di Turnitin le lingue supportate indicate sono inglese, spagnolo, giapponese e arabo. L’italiano non figura nell’elenco per quella specifica funzione. Il controllo di similarità è invece un servizio distinto.

Turnitin determina automaticamente se una tesi contiene plagio?

No. Turnitin confronta il documento con le fonti presenti nei propri database e genera un punteggio di similarità. La presenza di corrispondenze deve poi essere valutata nel contesto.

Perché due detector AI danno percentuali diverse?

I sistemi utilizzano modelli, soglie e criteri differenti. Lo studio del 2026 mostra infatti differenze significative tra Pangram, Turnitin, Copyleaks e GPTZero, soprattutto con testi generati da modelli avanzati o contenuti ibridi.

Come posso controllare antiplagio e AI prima di consegnare la tesi?

È utile combinare il controllo delle corrispondenze con la revisione di citazioni, parafrasi, fonti e bibliografia e interpretare separatamente gli eventuali indicatori AI. Universando mette a disposizione Thesis Check, con verifica, revisione manuale e report riservato.

Fonti e approfondimenti

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