Introduzione
Negli ultimi anni sempre più studenti si trovano davanti alla stessa domanda: meglio studiare all’estero o restare in Italia?
Tra università che diventano sempre più digitali, programmi internazionali e nuove opportunità di mobilità, la scelta non è mai stata così aperta — ma anche complessa.
In questa guida analizziamo trend, vantaggi e limiti di entrambe le opzioni, per aiutarti a capire qual è la strada più adatta a te.
Studiare in Italia: tradizione, qualità e costi più accessibili
L’università italiana vanta una tradizione accademica riconosciuta a livello mondiale, soprattutto in discipline come ingegneria, medicina, architettura e giurisprudenza.
Inoltre, le tasse universitarie sono mediamente più basse rispetto ad altri Paesi europei, grazie a un sistema pubblico che offre borse di studio e riduzioni ISEE.
Vantaggi principali:
- Accesso a corsi di laurea di alto livello (Politecnico di Milano, Sapienza, Bologna, Padova…).
- Costi contenuti e possibilità di alloggio tramite residenze universitarie.
- Titoli riconosciuti a livello europeo.
- Crescente offerta di corsi in inglese per attrarre studenti internazionali.
Svantaggi:
- Burocrazia ancora complessa.
- Difficoltà di inserimento rapido nel mondo del lavoro.
- Scarsa presenza di servizi digitali o esperienze internazionali nei corsi tradizionali.
Grazie al PNRR, molte università italiane stanno però modernizzando infrastrutture e didattica, con laboratori, corsi online e collaborazioni con aziende: un segnale positivo per chi sceglie di restare.
Studiare all’estero: esperienza, rete e nuove prospettive
Studiare all’estero non è solo una scelta accademica: è un’esperienza di vita.
I programmi come Erasmus+, le lauree con doppio titolo e i corsi interamente in inglese hanno reso il percorso molto più accessibile rispetto al passato.
Cosa offre l’estero:
- Didattica innovativa, spesso più interattiva e pratica.
- Maggiore attenzione alle soft skills e alle esperienze lavorative durante gli studi.
- Accesso a reti internazionali e a un mercato del lavoro più globale.
- Curriculum più competitivo per carriere all’estero o in aziende multinazionali.
Sfide da considerare:
- Costi più elevati (vitto, alloggio, tasse).
- Distanza familiare e culturale.
- Difficoltà burocratiche per visti o riconoscimento dei titoli.
Tuttavia, molti Paesi europei offrono borse di studio per studenti italiani (es. DAAD in Germania, Campus France, Chevening nel Regno Unito), mentre in destinazioni extra UE come Canada o Australia cresce la richiesta di studenti europei per programmi STEM e digitali.
Trend attuali nella mobilità studentesca
Negli ultimi anni la mobilità studentesca internazionale ha vissuto una vera e propria rivoluzione.
Dopo il rallentamento dovuto alla pandemia, il numero di studenti che scelgono di trasferirsi all’estero per studiare o formarsi è tornato a crescere in modo costante, raggiungendo livelli persino superiori al 2019.
Secondo i dati Erasmus+ e Uni-Italia, oltre 45.000 studenti italiani ogni anno partecipano a programmi di studio o tirocinio all’estero, con una crescita del +22% rispetto al periodo pre-Covid. Ma la novità più interessante è la diversificazione delle destinazioni:
non più solo Spagna e Regno Unito, ma anche Paesi Bassi, Germania, Portogallo e Irlanda per i corsi in inglese, e Paesi extraeuropei come Canada, Australia e Corea del Sud, sempre più aperti agli studenti europei.
Allo stesso tempo, l’Italia è diventata una meta sempre più attrattiva per chi viene da fuori: nel 2024 si stimano oltre 120.000 studenti stranieri iscritti negli atenei italiani, il 9% in più rispetto all’anno precedente.
Le università italiane che offrono corsi in lingua inglese, programmi di doppia laurea e percorsi ibridi (online + presenza) hanno contribuito a questo boom, consolidando l’immagine del Paese come hub europeo della formazione accessibile e di qualità.
📊 Tendenze chiave che stanno ridefinendo la mobilità universitaria:
- Crescita dei programmi misti (blended mobility)
Sempre più studenti combinano periodi di studio online con brevi esperienze all’estero (2–3 mesi), grazie a piattaforme digitali e corsi ibridi riconosciuti a livello europeo. - Aumento della mobilità Sud–Nord
Se in passato gli italiani si spostavano soprattutto verso il Nord Europa, oggi cresce anche la tendenza inversa: studenti tedeschi, francesi e spagnoli scelgono l’Italia per la qualità della vita, il costo inferiore e l’offerta culturale. - Boom dei corsi in lingua inglese
Più di 1.000 corsi di laurea italiani sono ormai erogati interamente in inglese, contro poche decine dieci anni fa. Questo facilita l’internazionalizzazione e rende l’Italia più competitiva. - Stage e tirocini transnazionali
Erasmus+ oggi finanzia anche tirocini curriculari all’estero, un’opzione sempre più popolare per chi vuole fare esperienza lavorativa internazionale prima di laurearsi. - Digital mobility e università globali
Piattaforme come Coursera, EdX, FutureLearn e Open University stanno abbattendo i confini geografici: molti studenti italiani frequentano corsi esteri online riconosciuti, creando percorsi formativi “ibridi” tra atenei di diversi Paesi.
In sintesi, studiare all’estero non è più un privilegio per pochi, ma una scelta alla portata di molti, resa possibile da borse di studio, didattica online e accordi universitari sempre più flessibili.
Oggi la tendenza più forte non è più “partire o restare”, ma “spostarsi e integrare”: costruire un percorso universitario che unisca esperienze, culture e competenze internazionali.

| Anno | Italia – mobilità in uscita (indice 2015=100) | UE – mobilità in uscita (indice 2015=100) |
|---|---|---|
| 2015 | 100 | 100 |
| 2016 | 101 | 102 |
| 2017 | 103 | 104 |
| 2018 | 106 | 107 |
| 2019 | 108 | 110 |
| 2020 | 95 | 96 |
| 2021 | 105 | 103 |
| 2022 | 112 | 109 |
| 2023 | 118 | 114 |
| 2024 | 122 | 120 |
Nota: i valori mostrano la crescita percentuale rispetto al 2015 (base 100). Ad esempio, 122 indica un aumento del 22% rispetto al 2015..
Come scegliere davvero: criteri pratici per decidere
Prima di decidere dove studiare, poniti alcune domande chiave:
| Fattore | Studiare in Italia | Studiare all’Estero |
|---|---|---|
| Costi medi annuali | €1.000–3.000 | €8.000–20.000 |
| Lingua di insegnamento | Italiano / Inglese | Inglese (o locale) |
| Sbocchi lavorativi | Nazionali / Europei | Globali / Multinazionali |
| Esperienza personale | Più stabile | Più formativa e indipendente |
| Supporto economico | Borse regionali / DSU | Borse internazionali |
| Burocrazia | Alta | Variabile (visti, permessi) |
💡 Suggerimento: se non vuoi rinunciare a nessuna delle due esperienze, valuta i corsi a doppia laurea o i master internazionali con stage in più Paesi.
Conclusione: la scelta giusta è quella che ti fa crescere
Non esiste una risposta universale: studiare in Italia o all’estero dipende dal tuo profilo, obiettivi e risorse.
Chi cerca stabilità e qualità accademica trova solide basi in Italia.
Chi invece desidera un percorso internazionale e dinamico, può trovare all’estero una spinta unica per la propria carriera.
L’importante è scegliere consapevolmente — valutando vantaggi, limiti e prospettive future — perché l’università, in qualunque Paese, è il trampolino per costruire il proprio futuro.
📚 Risorse utili
- Universitaly – Portale ufficiale MIUR
- Uni-Italia – Studiare in Italia
- Study in Europe – European Commission
- Erasmus+ Programma UE
❓ FAQ
Quali sono i Paesi più scelti dagli studenti italiani?
I più popolari restano Spagna, Germania e Paesi Bassi, ma crescono anche Irlanda e Portogallo per i corsi in inglese e i costi contenuti.
Serve un visto per studiare all’estero?
Dipende dal Paese. In UE no, mentre per Regno Unito, Canada o USA serve uno student visa.
È possibile studiare gratis all’estero?
Sì, in alcuni casi: Germania, Norvegia e Finlandia offrono università pubbliche senza tasse, ma con costo della vita elevato.
Come si fa a far riconoscere la laurea italiana all’estero?
Bisogna richiedere il diploma supplement e la traduzione giurata del titolo, secondo le regole del Paese ospitante.