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Università 2025: Fine del Numero Chiuso? Tutte le Regole per il Nuovo Accesso a Medicina e Odontoiatria

Introduzione

Il 2025 segna una svolta storica per l’università italiana. Dopo anni di dibattiti, il numero chiuso tradizionale viene sostituito da un nuovo modello di accesso: il semestre filtro.
Medicina, Odontoiatria e Veterinaria saranno le prime facoltà a sperimentare questa rivoluzione che promette di rendere l’ingresso all’università più aperto, ma anche più meritocratico.

In questo articolo scoprirai come funziona il nuovo sistema, cosa cambia rispetto al test d’ingresso e quali sono le date e le regole ufficiali per il 2025/2026.

Cos’è il semestre filtro e perché sostituisce il numero chiuso

Il semestre filtro rappresenta il cuore della riforma universitaria del 2025, voluta dal Ministero dell’Università e della Ricerca per superare il sistema del numero chiuso tradizionale e del test d’ammissione unico nazionale.
Dopo anni di critiche per la sua rigidità, il test d’ingresso a risposta multipla — che decideva l’accesso a Medicina in un solo giorno — viene sostituito da un modello che punta a valutare le competenze reali, la costanza e il merito accademico degli studenti.

Da “test di ingresso” a “percorso di valutazione”

Con il semestre filtro, l’idea di selezione non scompare, ma cambia radicalmente forma.
Tutti gli studenti che desiderano iscriversi a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria possono farlo senza sostenere un test preliminare: l’accesso è libero e aperto a tutti.
La selezione avviene solo alla fine del primo semestre, in base ai risultati conseguiti negli esami universitari.

In altre parole, non si valuta più la memoria di un giorno, ma la capacità di studiare e affrontare un vero percorso universitario.

Come si articola il semestre filtro

Durante i tre mesi del semestre filtro (da settembre a novembre 2025), gli studenti seguono lezioni regolari in aula o online nelle tre materie fondamentali del percorso medico:

  • Biologia
  • Chimica e Propedeutica Biochimica
  • Fisica

Ogni insegnamento prevede lezioni teoriche, esercitazioni e simulazioni d’esame. Al termine del semestre, si svolgono prove nazionali identiche in tutte le università italiane, garantendo uniformità e parità di trattamento tra gli studenti.

Gli esami si svolgono in due appelli (novembre e dicembre) e includono domande a risposta multipla e a completamento, con un punteggio minimo di 18/30 per essere superati.
Sulla base dei risultati ottenuti — e del numero di crediti formativi universitari (CFU) conseguiti — viene formata una graduatoria nazionale che determina chi potrà accedere al secondo semestre del corso di laurea in Medicina o Odontoiatria.

Perché si è scelto di superare il numero chiuso

Il sistema del numero chiuso, introdotto negli anni ’90 per limitare l’accesso ai corsi di Medicina, è stato oggetto di critiche crescenti:

  • molti lo consideravano ingiusto e aleatorio, perché bastava una giornata storta per compromettere anni di studio;
  • il test a crocette non sempre valutava le reali capacità logiche e scientifiche richieste per affrontare il corso;
  • la forte competizione spingeva migliaia di studenti a frequentare costosi corsi privati di preparazione, alimentando disuguaglianze.

Con la riforma 2025, il Ministero mira a creare un sistema più inclusivo e meritocratico:
tutti hanno la possibilità di accedere, ma solo chi dimostra impegno, metodo e risultati concreti durante il semestre potrà proseguire.

Non una “porta aperta”, ma una selezione più giusta

Il semestre filtro non elimina la selezione, ma la sposta nel tempo:
la valutazione avviene dopo l’avvio del percorso, non prima.
In questo modo, gli studenti vengono giudicati sulle loro capacità effettive di studio, sulla partecipazione e sulla preparazione scientifica.

Chi non supera gli esami del semestre filtro non perde tutto: i crediti acquisiti vengono riconosciuti in corsi di laurea affini (come Biologia, Scienze Naturali o Chimica), consentendo di non sprecare il lavoro svolto e di reindirizzare il proprio percorso accademico.

📚 Come funziona l’accesso con il semestre filtro

Il semestre filtro segue regole precise, stabilite dai decreti ministeriali del 2025:

FaseDescrizionePeriodo
IscrizioneTramite portale Universitaly, senza test d’ingresso.Dal 23 giugno al 25 luglio 2025
Svolgimento corsiLezioni in aula o online su Biologia, Chimica e Fisica.1° settembre – 30 novembre 2025
Primi esamiEsami nazionali con prove identiche in tutta Italia.Dal 20 novembre 2025
Secondi appelliChi non supera il primo appello può ripetere la prova.Dal 10 dicembre 2025
Graduatoria nazionaleStilata in base ai risultati e ai crediti ottenuti.Entro gennaio 2026

Cosa cambia rispetto al vecchio test d’ingresso

Il vecchio test a risposta multipla sparisce per lasciare spazio a un sistema più graduale.
Ecco le principali differenze:

Vecchio SistemaNuovo Sistema (2025)
Test di 60 domande in un solo giorno3 esami universitari durante il semestre
Selezione prima dell’inizio dei corsiSelezione dopo il primo semestre
Nessun riconoscimento di creditiCFU riconosciuti anche in corsi affini
Test nazionale a risposta multiplaEsami misti: quiz + domande a completamento
Una sola possibilità l’annoSemestre ripetibile fino a 3 volte

Come si svolgono gli esami

Ogni esame del semestre filtro prevede:

  • 31 domande (15 a risposta multipla + 16 a completamento);
  • Durata di 45 minuti per prova;
  • Penalità di –0,10 punti per ogni risposta errata;
  • Punteggio minimo di 18/30 per superare la prova.

Gli studenti che ottengono voti più alti avranno maggiori probabilità di accedere al secondo semestre e continuare il corso.

Cosa resta a numero chiuso nel 2025

Nonostante la riforma del 2025 abbia rivoluzionato l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, il numero chiuso non scompare del tutto.
Molti corsi di laurea continuano a prevedere un contingente di posti limitato, stabilito annualmente dai decreti del Ministero dell’Università e dalle singole università.

Facoltà che restano a numero chiuso nazionale

Alcuni corsi continuano ad avere una selezione a livello nazionale, con test unici organizzati dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca):

  • Professioni sanitarie (Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia, Tecniche di radiologia, ecc.);
  • Scienze della formazione primaria, che mantiene un test scritto e orale;
  • Architettura e Ingegneria edile-architettura, con prove specifiche di cultura generale, logica e disegno tecnico;
  • Medicina e Odontoiatria in lingua inglese, che continueranno a utilizzare i test internazionali IMAT.

In questi corsi, il test di ammissione rimane obbligatorio, anche se le modalità possono variare (quiz, prove grafiche, o valutazioni curriculari).

Numero chiuso locale

Oltre ai corsi regolati a livello nazionale, molte università mantengono un numero programmato locale, cioè un limite di posti deciso autonomamente dall’ateneo.
Ciò riguarda spesso:

  • Psicologia,
  • Scienze motorie,
  • Scienze della comunicazione,
  • Economia aziendale e management,
  • Scienze dell’educazione e della formazione.

In questi casi, l’università organizza test propri, spesso gestiti dal consorzio CISIA tramite i TOLC (Test OnLine Cisia), con date e punteggi autonomi.

Università private e corsi telematici

Le università private e gli atenei telematici non sono vincolati dalla riforma e possono mantenere i propri criteri di selezione.
Molte università non statali, infatti, continueranno a richiedere:

  • test di cultura generale e logica;
  • colloqui motivazionali;
  • valutazioni del curriculum scolastico.

👉 In sintesi: la riforma apre l’accesso solo ad alcuni corsi (Medicina, Odontoiatria e Veterinaria), ma il sistema del numero chiuso rimane ancora presente in larga parte del panorama universitario italiano.

Criticità e punti ancora incerti

La riforma del semestre filtro è una svolta, ma anche una scommessa complessa, ancora piena di incognite.
Sebbene il principio di “valutare sul campo” gli studenti sia condivisibile, la sua applicazione pratica solleva diversi interrogativi.

1. Omogeneità delle valutazioni tra atenei

Uno dei problemi più discussi riguarda la coerenza nella valutazione.
Anche se le prove finali saranno identiche a livello nazionale, la gestione del semestre (lezioni, tutoraggio, supporti didattici) varia da università a università.
Questo potrebbe creare disparità tra studenti di atenei diversi, soprattutto tra grandi città e sedi periferiche.

2. Rischio di sovraffollamento e carenza di risorse

Con l’apertura libera al semestre filtro, si prevedono migliaia di iscrizioni in più.
Molte università temono di non avere abbastanza aule, docenti e laboratori per accogliere tutti gli studenti.
Se il numero di partecipanti dovesse essere troppo alto, la qualità della didattica e la possibilità di seguire le lezioni potrebbero risentirne.

3. Persistenza della “selezione economica”

Anche se il test a pagamento sparisce, potrebbero nascere nuovi corsi privati di preparazione al semestre filtro, riproducendo la stessa logica di mercato dei vecchi test.
Molti esperti temono che la riforma finisca per favorire comunque chi può permettersi corsi di supporto intensivi.

4. Tempi stretti e stress per gli studenti

Affrontare tre esami impegnativi in pochi mesi — spesso appena dopo la maturità — può generare stress eccessivo, soprattutto per chi arriva dalle scuole con preparazioni scientifiche più deboli.
Il rischio è che la riforma, pur nascendo per essere più equa, diventi un ostacolo per chi non riesce ad adattarsi subito ai ritmi universitari.

5. Incognite sul riconoscimento dei CFU

I crediti formativi ottenuti nel semestre filtro saranno riconosciuti nei corsi affini (Biologia, Scienze naturali, Chimica, ecc.), ma le modalità di conversione non sono ancora uniformi.
Ogni ateneo potrà decidere in modo autonomo come conteggiarli, generando possibili differenze territoriali.

Cosa devono fare gli studenti nel 2025

Il nuovo sistema può sembrare complesso, ma con un po’ di pianificazione è possibile affrontarlo con serenità.
Ecco una guida pratica per gli studenti che intendono iscriversi a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria nell’anno accademico 2025/2026.

1. Informarsi per tempo

Il primo passo è consultare regolarmente il portale Universitaly.it e i siti ufficiali delle università.
Le iscrizioni al semestre filtro sono aperte dal 23 giugno al 25 luglio 2025, ma ogni ateneo pubblica i propri avvisi con dettagli su lezioni, tasse e calendari.

2. Scegliere la sede giusta

Sebbene le prove finali siano uguali a livello nazionale, le modalità di insegnamento e il supporto didattico variano.
Scegli una sede con buone recensioni, tutor attivi e materiali di studio chiari.
Molte università offrono già simulazioni online o incontri di orientamento per preparare gli studenti al semestre filtro.

3. Ripassare le basi scientifiche

Durante il semestre filtro, gli esami si concentrano su Biologia, Chimica e Fisica.
È fondamentale arrivare preparati, soprattutto se non si studiano più queste materie da tempo.
Puoi iniziare in estate con manuali scolastici o piattaforme online (come le simulazioni Universando 😉).

4. Gestire il tempo e lo stress

Il semestre filtro dura appena tre mesi: serve organizzazione.
Crea un piano di studio realistico e non trascurare il benessere mentale.
Molti studenti che hanno partecipato ai progetti pilota consigliano di seguire tutte le lezioni e di fare autoverifiche settimanali.

5. Prepararsi agli esami nazionali

Gli esami finali prevedono domande a risposta multipla e a completamento.
Allenati a gestire il tempo: 45 minuti per prova non sono molti.
Ogni risposta errata toglie punti (–0,10), quindi è meglio lasciare in bianco le domande dubbie.

6. Controllare la graduatoria e pianificare il piano B

La graduatoria nazionale sarà pubblicata entro gennaio 2026.
Se non superi il semestre filtro, i crediti ottenuti valgono anche in corsi affini come Biologia o Scienze Naturali, e potrai riprovare fino a tre volte.

In sintesi

Il 2025 è un anno di transizione: il test tradizionale è solo un ricordo, ma la selezione resta, più articolata e formativa.
Chi affronta il semestre filtro con metodo, determinazione e curiosità avrà più possibilità di accedere e di costruire basi solide per il proprio futuro accademico.

💬 Conclusione

Il 2025 segna davvero l’inizio di una nuova era per l’università italiana.
Il vecchio numero chiuso lascia il posto a un sistema più aperto, che punta a premiare il merito, la costanza e la preparazione reale.
Con il semestre filtro, non basta più superare un test in un giorno: bisogna dimostrare sul campo di saper affrontare lo studio universitario, gestire il tempo e mantenere la motivazione.

È un cambiamento profondo, che chiede di ripensare il modo di prepararsi all’università.
Non si tratta solo di “passare un esame”, ma di acquisire metodo, disciplina e conoscenze solide — le stesse che serviranno per affrontare gli anni successivi del corso di laurea.

Chi saprà organizzarsi fin da subito, seguire con costanza e sfruttare ogni risorsa disponibile (lezioni, tutor, simulazioni, esercizi online) potrà trasformare il semestre filtro in una grande opportunità.
Non più un ostacolo, ma il primo passo per diventare medico, odontoiatra o veterinario.

E se non andrà come previsto? Nessun fallimento.
La riforma è pensata per non far sprecare nulla: i crediti maturati restano validi, e ogni esperienza diventa un investimento per il proprio percorso accademico.

Il messaggio di fondo è chiaro:
👉 il futuro dell’università non seleziona chi sa memorizzare di più, ma chi sa impegnarsi meglio.

Studiare oggi con metodo significa costruire le basi per la professione di domani.
E per chi sogna la carriera in Medicina o nelle professioni sanitarie, il semestre filtro non è solo un esame da superare, ma la prima prova di vocazione.

FAQ Università 2025: Fine del Numero Chiuso?

1. Il test di Medicina è davvero abolito?
Sì, dal 2025 il test tradizionale è sostituito dal semestre filtro. Gli studenti sosterranno esami universitari, non quiz preliminari.

2. Tutti possono iscriversi al semestre filtro?
Sì, l’iscrizione è aperta a chiunque tramite Universitaly, ma la selezione avverrà in seguito sulla base dei risultati.

3. Il semestre filtro vale anche per Odontoiatria e Veterinaria?
Sì, la riforma riguarda tutti i corsi magistrali a ciclo unico dell’area medico-sanitaria.

4. Si può ripetere il semestre filtro?
Sì, fino a tre volte, anche in anni non consecutivi.

5. Cosa succede se non si supera il filtro?
I crediti ottenuti vengono riconosciuti in corsi affini (Biologia, Scienze naturali, Chimica, ecc.) e si può riprovare l’anno successivo.

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