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Come superare un concorso pubblico

Anche in un periodo di crisi economica come quello attuale, il settore pubblico è uno dei pochissimi in Italia che continua a garantire ai lavoratori assunti il tanto desiderato posto fisso. Quindi, tutti i disoccupati e precari che sono alla ricerca di un contratto di lavoro stabile e a tempo indeterminato, raramente rinunciano all’opportunità di partecipare ad un concorso per ottenere un lavoro all’interno della Pubblica Amministrazione. Infatti, come tutti sanno, per ottenere un lavoro alle dirette dipendenze dello Stato, è necessario sostenere un concorso pubblico e superarlo. E questo, dati alla mano, è ormai considerata una vera e propria impresa, anche perché i posti a disposizione sono esigui e i candidati, soprattutto nel sud Italia, sono tantissimi. Detto questo, come o cosa bisogna fare per superare un concorso? Nell’articolo di oggi vorrei darvi un piccolo vadecum di regole, consigli ed informazioni utili così da potervi orientare meglio nell’oceano dei concorsi pubblici ed avere qualche chance in più di superarli.

Gazzetta Ufficiale

I concorsi pubblici, divisi per categoria professionale della Pubblica Amministrazione, sono pubblicizzati attraverso alcuni bandi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Concorsi ed Esami, che esce ogni martedì e venerdì nelle edicole. La Gazzetta può essere acquistata appunto nella maggior parte delle librerie ed edicole italiane al costo di 1,50 euro oppure la si può consultare online sul sito ufficiale della Gazzetta. I bandi possono essere consultati cliccando sulla sezione “Concorsi”.

Prevedere le domande del concorso

concorso pubblicoOltre alle domande legate allo specifico settore del concorso, ogni selezione pubblica prevede anche una serie di domande di cultura generale. E, nella maggior parte dei casi, più del 50% dei quesiti di cultura generale verterà sugli stessi argomenti del concorso precedente! Perciò, uno dei “trucchi” più efficaci per poter riuscire a prevedere alcune domande è quello di partecipare a più concorsi pubblici possibili. Questo consiglio avrà un doppio effetto positivo: infatti, aver partecipato a più prove vi aiuterà a ridurre la tensione ed affrontare il concorso con più serenità.

Partecipate…..anche se i posti disponibili sono pochi!

A chi non è capitato di vedere un concorso pubblico che metteva a disposizione pochissimi posti o addirittura una solo?! Anche se prendere parte a questi concorsi vi potrà sembrare “tempo perso”, vi consiglio di partecipare lo stesso! Perché? Perché, alla fine del concorso, verranno redatte delle graduatorie con i risultati dell’esame, le quali verranno in seguito pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri o della P.A . interessata e restano efficaci per 18 mesi dalla pubblicazione. Se l’ente che ha istituito il concorso dovesse (in questo lasso di tempo) avere bisogno di ulteriori candidati nello stesso settore, sarà obbligata a far riferimento alla graduatoria del concorso. Quindi, si potrebbe avere la possibilità di essere “ripescati” in un secondo momento. E’ accaduto in moltissimi casi! Ecco perché….vale sempre la pena provarci!

Domanda di ammissione e documenti

Anche se possono sembrare semplici formalità burocratiche, è sempre consigliabile prestare la massima attenzione al modo in cui si compila la domanda di ammissione e i documenti da presentare e utilizzare nel giorno del concorso. Infatti, non è raro che per una piccola dimenticanza o un dettaglio sbagliato, si corra il rischio di essere esclusi dalla prova! La domanda di partecipazione al bando è, di solito, fornita dall’ente che istituisce il concorso (fac simile). Ma alcuni concorsi sono sprovvisti di questa agevolazione! In questi casi, toccherà al candidato presentare la domanda in carta semplice e a consegnarla di persona oppure inviarla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o e-mail. E’ importante sapere che sia la consegna che la spedizione dovranno avvenire entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando oppure entro la data stabilita dall’ente che ha istituito il concorso. Nella maggior parte dei casi, la domanda di partecipazione dovrà necessariamente contenere le seguenti informazioni:

  1. dati anagrafici
  2. residenza e cittadinanza
  3. iscrizione alle liste elettorali del Comune di residenza
  4. indicazione dei titoli necessari per partecipare al concorso
  5. eventuali abilitazioni alla professione
  6. eventuali lavori già fatti nella P.A.
  7. propria posizione nei confronti degli obblighi militari

Inoltre, nel giorno del concorso, bisognerà arrivare lì muniti soltanto di un documento d’identità valido. Tutto il resto (appunti, libri e altro materiale esterno) è severamente vietato, pena l’esclusione! Gli unici fogli di carta che si possono utilizzare sono quelli timbrati che vi verranno forniti dall’ente che ha bandito il concorso.

Categorie professionali degli Enti pubblici e relativi stipendi

Per aiutarvi nella scelta del concorso pubblico a cui partecipare, vi può essere utile sapere le diverse categorie professionali alle quali sono associati i posti di lavoro messi in palio e le rispettive retribuzioni previste. Le categorie sono 4 (A, B, C, D) e ognuna di esse prevede mansioni e trattamenti economici differenti. Queste tipologie sono gli equivalenti, nell’ambito della Pubblica Amministrazione, dei livelli dei Ccnl (Contratti collettivi nazionali di lavoro) nel settore privato.

CATEGORIA – A

Il livello A è quello più basso all’interno di una PA. In questa categoria, solitamente, non sono richiesti titoli di studio elevati e ad essa sono associate mansioni prive di particolari specializzazioni professionali. Di solito, questa tipologia comprende gli addetti ai lavori manuali. Lo stipendio per un lavoratore inquadrato nella fascia A è compreso, secondo le tabelle del 2009, tra i 16.314 e i 17.539 Euro all’anno più la tredicesima.

CATEGORIA – B

Questo livello comprende delle mansioni più qualificate, in genere di tipo impiegatizio. Lo stipendio medio di questa tipologia lavorativa va dai 17.244 ai 19.878 Euro all’anno più la tredicesima.

CATEGORIA – C

Questa categoria è formata solitamente da lavoratori con incarichi più “tecnici”, ovvero geometri, periti, contabili e così via. Per accedervi è necessario un titolo di studio come il diploma. La retribuzione annua per questi dipendenti oscilla dai 19.454 ai 21.901 Euro più la tredicesima.

CATEGORIA – D

A questo livello troviamo personale con alti livelli di istruzione (è richiesta la laurea), ai quali sono affidati degli incarichi più specifici. Nella scala gerarchica delle P.A. è il gradino dei funzionari. Gli stipendi medi, tredicesima a parte, partono dai 21.166 euro ed arrivano ai 28.342 euro all’anno.

Tecnicamente, esisterebbe un’altra categoria, ovvero quella di cui fanno parte i dirigenti, ma per loro è previsto un altro tipo di contratto.

(fonte: yahoo.it)

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