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Ritratto degli universitari in tempo di crisi

Sono stati rilasciati in questi giorni i risultati della sesta indagine Eurostudent, presentati a Roma dalla fondazione Rui in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

L’indagine è stata effettuata su un campione di 4.499 studenti di tutte le università italiane, iscritti nell’anno accademico 2008-2009 ai corsi universitari di primo e di secondo ciclo.

Quello che emerge è che la crisi economica degli ultimi anni si riflette anche sulla vita universitaria e influisce sulle condizioni e sullo stile di vita degli studenti e delle loro famiglie.

Il primo dato evidente è che sono diminuiti molto gli studenti fuori sede: solo il 24%. La maggior parte vive a casa coi genitori e chi è costretto a spostarsi condivide l’alloggio o usufruisce di una sistemazione messa a disposizione con gli strumenti del diritto allo studio. Solo il 4,3% ha la possibilità di avere un proprio alloggio indipendente.

Oltre a questo gli studenti tendono a non gravare completamente sulle spalle della famiglia, ma a impegnarsi in attività lavorative, di solito saltuarie per un totale di circa 15-20 ore settimanali.

Nel 68% dei casi gli studenti ultra-ventisettenni sono anche occupati in un lavoro stabile e continuativo.

Nonostante questo, però, dall’indagine emerge un numero maggiore di ore dedicate allo studio: circa 41 settimanali, rispetto alle 32 di circa 20 anni fa. Inoltre sono pochi gli studenti che si lamentano del carico di lavoro.

Quello che manca, secondo l’opinione generale, sono adeguati strumenti di sostegno economico agli studi. Nel 2009 solo il 6,3% degli studenti ha ricevuto un esonero totale dalle tasse, il 18,2%  un esonero parziale e il 7,1% ha ricevuto, invece, una borsa di studio da enti di diritto allo studio.

Nel complesso, inoltre, nel 2009 si registra un aumento generale del costo degli studi: chi non ha usufruito di alcuna agevolazione ha pagato, solo di tasse, 1.160 euro.

Per questo motivo sono anche diminuite vertiginosamente le “trasferte” all’estero, il costo della vita è troppo cresciuto per permettere una mobilità diffusa.

Nel complesso quindi il profilo dello studente degli ultimi anni è il seguente:

– più stazionario

– più studioso

– più lavoratore

– meno spendaccione

– più disposto a investire sulla laurea come strumento per realizzarsi

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