Team di ricercatori per i vaccini di domani

La ricerca scientifica è un tema sempre attuale e di interesse comune, ma purtroppo non sempre riceve la giusta visibilità.

In Italia, purtroppo, la ricerca in generale e quella universitaria in particolare non vengono valorizzate come meriterebbero e, anzi, spesso sono penalizzate dalla mancanza di fondi o da leggi che vanno contro il loro interesse.

Proprio per questo la notizia di questi giorni, riguarda un team di ricercatori che presso l’Università di Siena studierà i vaccini del futuro è estremamente confortante.

42 istituti di ricerca, 13 paesi coinvolti sotto la supervisione della Sclavo Vaccines Association (Sva) di Siena per il progetto Aditec – Advanced Immunization Technologies.

L’iniziativa mira a innovare il campo dei vaccini, con il contributo di una rete di laboratori, che collaborino per la messa a punto di un’importante piattaforma tecnologica che permetta questo cambiamento.

L’Università di Siena ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo progetto, in quanto socio fondatore della Sva e contribuirà direttamente allo sviluppo di nuove strategie di immunizzazione e di modelli matematici per lo studio della risposta immunitaria ai vaccini. Il laboratorio di microbiologia e biotecnologie microbiche del dipartimento di Biotecnologie è coinvolto nello studio di nuovi vettori batterici per vaccini, nuove vie di immunizzazione, oltre che nelle attività di formazione rivolte alla nuova generazione di ricercatori. Anche la formazione di nuove risorse impegnate in questo campo, infatti, è fondamentale per la buona riuscita del progetto e per dare una prospettiva longeva alla ricerca.

Come si accennava, però, la forza innovativa di questa iniziativa mira alla costituzione di un vero e proprio network di laboratori in quanto, come dichiara Rino Rappuoli, coordinatore Aditec e Presidente della Sclavo Vaccines Association “un solo laboratorio non riesce a usare in modo efficace la moderna scienza dei vaccini: il confronto e lo scambio sono fondamentali”.

Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea, con un contributo di 30 milioni di euro, proprio perché questo team di scienziati e ricercatori potrebbe, con il proprio lavoro, cambiare le sorti dell’umanità, scoprendo vaccini per malattie che a oggi non possiedono ancora nessuna forma di “antidoto”.

Tra gli obiettivi del progetto sono stati individuati principalmente tre campi di studio:

– sviluppo di nuove tecnologie;

– miglioramento dell’efficacia e della sicurezza dei vaccini esistenza;

– individuazione di nuovi metodi di somministrazione;

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1 commento

  1. Se vletoe un esempio di quali sono i veri tagli che andrebbero fatti all’universita, date un occhiata a questa pagina: http://www.giordanobruno.info/nolano/Finanziamenti.htm

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