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Trovare Lavoro Grazie Agli Istituti Tecnici Superiori (ITS)

Università? No, grazie! Dopo il diploma esiste anche un’altra grande opportunità per avere maggiori chance di trovare un lavoro e che è alternativa alla laurea: sto parlando degli I.T.S. Gli Istituti Tecnici Superiori costituiscono un canale formativo di livello post-secondario, parallelo ai percorsi universitari, che integra allo stesso tempo istruzione, formazione e lavoro. Ma in cosa consistono? Tanto per cominciare, gli ITS non sono né una prosecuzione della scuola secondaria superiore, né un corso di laurea breve, ma fanno parte di un nuovo settore, il cosiddetto “terziario post-secondario“. Ufficialmente, nascono nel 2008 al fine di soddisfare la forte richiesta di profili tecnici da parte delle imprese, soprattutto quelle manifatturiere. Ad oggi, contano circa 2000 iscritti e il numero è in forte aumento. Gli ITS vengono anche chiamati Scuole Speciali di Tecnologia e sono costituiti da quasi 2000 ore di lezioni teoriche e pratiche in strutture all’avanguardia e che offrono anche la possibilità di fare degli stage  all’estero, così da rendere lo studente più qualificato e spendibile all’interno del mercato del lavoro odierno. Il percorso formativo proposto è suddiviso in 4 o 6 semestri, a seconda del corso scelto. La metà dei docenti di queste scuole provengono inoltre dal mondo produttivo o delle professioni e il tirocinio deve rappresentare ben il 30% del monte orario complessivo del percorso! Il loro costo si aggira nell’ordine di qualche centinaia di euro (dipende dal percorso scelto), decisamente molto al di sotto delle normali rette universitarie!

L’insegnamento proposto si basa sulle seguenti aree:

  • Efficienza Energetica, che riguarda l’approvvigionamento e generazione di energia, processi e impianti ad elevata efficienza e a risparmio energetico.
  • Mobilità Sostenibile, ovvero la mobilità delle persone e delle merci nel mondo, la produzione e la manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative infrastrutture, la gestione dell’infomobilità e le infrastrutture logistiche.
  • Nuove Tecnologie della Vita, che riguardano le biotecnologie industriali ed ambientali, la produzione di apparecchi, dispositivi diagnostici e biomedicali.
  • Nuove Tecnologie per il Made in Italy, che riguardano il sistema agroalimentare italiano; il sistema casa; il sistema meccanico, il sistema moda e i servizi alle imprese.
  • Tecnologie Innovative per i Beni e le Attività Culturali – Turismo, ovvero la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, la sua conservazione, la riqualificazione e messa in sicurezza di edifici e luoghi di interesse culturale.
  • Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, cioè i metodi e le tecnologie per lo sviluppo di sistemi software, l’organizzazione e fruizione dell’informazione e della conoscenza, le architetture ed infrastrutture per i sistemi di comunicazione.

Al termine del corso, che dura 2 anni, verrà rilasciato allo studente un Diploma di Tecnico Superiore con l’indicazione dell’area tecnologica e della figura nazionale di riferimento. Agli ITS possono iscriversi sia giovani che adulti, purché siano in possesso naturalmente di un diploma di istruzione secondaria superiore. Al corso vi si accede per titoli ed esami, fino all’esaurimento dei posti disponibili. Ogni Istituto, inoltre, predisporrà le selezioni sulla base delle indicazioni del proprio comitato tecnico-scientifico. Si potrà pertanto prescindere dall’accertamento della conoscenza dell’inglese e dell’informatica solo in presenza di un attestato rilasciato da Università o da Enti certificati. La didattica è fortemente orientata al mercato del lavoro. Le classi, inoltre, prevedono pochi studenti: il 30% delle ore di lezione viene riservato a degli stage presso delle aziende associate. In questo modo, gli studenti hanno la grande opportunità di farsi conoscere in anticipo dalle società, aumentando così le loro possibilità di essere assunti alla fine del corso.

Alla fine del percorso formativo, è previsto un esame finale che prevede:

  • una prova teorico/pratica, dove bisognerà risolvere un problema tecnico inerente all’area tecnologica del corso scelto;
  • una prova scritta per valutare le conoscenze e le abilità tecnico-professionali dello studente;
  • una prova orale in cui si discuterà di un progetto di lavoro sviluppato nel corso del tirocinio

In ogni caso, per poter essere ammessi all’esame finale, gli studenti saranno tenuti a dimostrare di aver frequentato almeno l’80% delle lezioni e delle giornate di tirocinio. Il diploma conferisce, inoltre, il diritto ad un certo numero di crediti fruibili in qualsiasi Università, qualora si decidesse di proseguire gli studi. Gli ITS si costituiscono sotto forma di Fondazioni partecipate da scuole, enti di formazione, imprese, enti locali, università e centri di ricerca. Pur essendo tendenzialmente delle strutture private, sono degli organismi di diritto pubblico a tutti gli effetti (cioè autorizzati e controllati dal Prefetto competente per territorio) e possono essere costituiti solo se previsti dai Piani territoriali di offerta formativa delle Regioni. La competente Direzione Generale del MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) avrà poi il compito di tracciare le linee generali dell’offerta formativa (linguistiche, comunicative e relazionali, scientifiche e tecnologiche, giuridiche ed economiche, organizzative e gestionali) e quelle tecnico-professionali comuni ad ogni area tecnologica. Alle Fondazioni spetterà solo il compito di stabilire i profili tecnico-professionali di ciascuna figura, basati sulle applicazioni tecnologiche richieste dalle imprese del settore produttivo di riferimento e dalle istituzioni rappresentative del territorio.

Un particolare che stupisce molto è che la selezione dei corsi è molto rigida! Alla fine di ogni biennio, il MIUR analizzerà i risultati dei corsi svolti dall’ente e deciderà di conseguenza se concedere altri finanziamenti. Comunque, uno dei parametri di giudizio più importanti, è che il 90% degli studenti debba trovare lavoro entro 1 anno dalla conclusione del corso! Questo eviterà di incrementare ulteriormente la disoccupazione di giovani preparati in settori in cui non c’è bisogno di   personale.

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