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Quanto conta lo studio nel mercato del lavoro

Secondo uno studio pubblicato ai primi di settembre su Repubblica, chi è in possesso di un elevato titolo di studio ha oltre il triplo delle possibilità di trovare lavoro rispetto a chi possiede un livello medio-basso di istruzione. Ad essere maggiormente segnati dal difficile momento di crisi economica sono infatti soprattutto coloro che non hanno un’istruzione elevata: nel loro caso l’occupazione è calata di circa 5 punti percentuali (con la perdita di circa 400.000 posti di lavoro nel 2009), mentre quella dei diplomati è cresciuta di 0,4 % e quella laureati  si è ridotta dello 0,3 %.


Secondo un rapporto di Cnel, nel corso del 2009 i laureati hanno trovato un’occupazione nel 20% dei casi, chi era in possesso di un’istruzione media nel 10% e chi di istruzione bassa solo nel 5%.

Le figure professionali più ricercate dai direttori di personale nel 2010 sono i diplomati ad indirizzo amministrativo/commerciale e meccanico, mentre tra i laureati primeggiano gli economisti e gli ingegneri informatici e elettronici. Sono sempre di più le aziende che danno fondamentale importanza alla formazione universitaria e post-universitaria: il peso di chi ha un titolo di laurea si sente soprattutto per i posti di lavoro nelle aree tecniche, della progettazione, informatiche, contabili e nelle sfere dirigenziali e specialistiche.

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