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Cosa introduce la riforma Gelmini? Ecco la riforma per temi e i punti controversi

Ma perchè protestano studenti e docenti contro la riforma Gelmini? Cerchiamo di capire  in maniera più analitica ed easuriente cosa introduce questa controversa riforma. In precedenti articoli sintesi riforma;  Ddl Gelmini avevamo molto sintetizzato i temi della riforma, qui li approfondiamo e cerchiamo di capire anche i punti controversi della riforma.

Accesso a giovani studiosi

Il ddl introduce interventi che favoriscono la formazione e l’accesso di giovani studiosi alla carriera universitaria.Viene favorita la revisione e semplificazione degli stipendi del personale accademico per aiutare i docenti più giovani e revisionare gli assegni di ricerca  con aumento degli importi. Il ddl sancisce poi l’abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti introducendo una nuova normativa sulla docenza a contratto, con abolizione della possibilità di docenza gratuita se non per figure professionali di alto livello. Sì alla riforma del reclutamento, con l’introduzione di contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3).

Novità per i ricercatori

Al termine dei sei anni se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’Università di appartenenza sarà confermato a tempo indeterminato come associato. Altrimenti terminerà il rapporto con l’Università maturando, però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Verrà evitato il fenomeno dei ricercatori a vita. Inoltre, il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università, da 36 a 30 anni, con uno stipendio che passa da 1300 euro a 2100. Chiarificazione anche sulle politiche di collocamento a riposo dei docenti e delle modalità di reclutamento di ricercatori ai fini della distribuzione dei finanziamenti ordinari. 

Codice Etico

Arriva il codice etico per gli Atenei  per evitare incompatibilità e/o conflitti di interessi legati a parentele. Alle Università che assumeranno in maniera non chiara o gestiranno i fondi in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti.

Direttore Generale

Arriva il direttore generale che sostituisce il direttore amministrativo, avrà importanti responsabilità rispondendo delle sue scelte come un manager dell’ateneo.

Separazione tra Senato Accademico e consiglio di amministrazione 

Il Senato accademico avanzerà delle proposte di tema scientifico, ma sarà il consiglio d’amministrazione ad avere la responsabilità delle spese. Il CDA avrà il 40% di membri esterni, anche il presidente potrà essere esterno.

Aiuti agli studenti meritevoli

Verrà costituito un fondo nazionale per gli studenti meritevoli al fine di erogare borse di merito e di gestire , con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.

Contro le assenze dei docenti

I docenti dovranno certificare la loro presenza in classe.  Dovranno garantire 1500 ore di attività didattiche,  e di ricerca di cui almeno 350 di docenza  e di servizio agli studenti.

Gestione Finanziaria

Introduzione della contabilità economico e patrimoniale secondo criteri nazionali. Con la riforma, i bilanci dovranno essere più trasparenti. Debiti e crediti  più chiari nel bilancio. Infine scatterebbe il commissariamento e la tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.

Gli studenti valuteranno i docenti

La valutazione degli studenti sarà determinante per l’erogazione dei fondi all’Università da parte del Ministero dell’istruzione.

Mobilità del personale

Sarà favorita la mobilità all’interno degli atenei. Possibilità per chi lavora in Università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.
Il nucleo di valutazione dovrà essere costituito in maggioranza da membri esterni per garantire una valutazione imparziale e oggettiva.

Possibilità per gli Atenei di fondersi e aggregarsi

Al fine di abbattere i costi e migliorare la didattica e la ricerca, Università vicine potranno aggregarsi anche solo per singoli settori di attivita.

Abilitazione Nazionale per accedere da associati e ordinari

 L’abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati. Le commissioni di abilitazione nazionale saranno autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri. Ci sarà poi un cadenza regolare annuale dell’abilitazione a professore, al fine di evitare lunghe attese e incertezze e l’attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto, sulla base di rigorosi criteri di qualità stabiliti con decreto ministeriale, sulla base di pareri dell’Anvur e del Cun.

Distinzione tra reclutamento e avanzamento di carriera

Stop ai concorsi “falsi” solo per favorire un interno. Entro una quota stabilita (1/3), i più validi docenti interni all’ateneo che conseguono l’abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi in maniera chiara con meccanismi limpidi e meritocratici. Bando pubblico per la scelta esterna di una quota importante (2/3) delle posizioni di professori ordinari e associati per ricreare una mobilità tra sedi. Procedure semplificate per i docenti di atenei esteri che volessero partecipare alle selezioni per posti in Italia.

Riduzione dei settori scientifici e disciplinari

Attualmente esistono una miriade di microsettori spesso con 2 o 3 docenti. Con il ddl i settori si ridurranno ma si allargheranno ad una docenza più ampia anche per favorire una migliore circolazione di idee.

Riorganizzazione delle facoltà

Le facoltà per ateneo potranno essere al massimo 12. Questo per evitare il proliferare di facoltà spesso inutili e con scarso appeal dal mondo del lavoro.

Scatti stipendiali solo ai docenti migliori

In caso di valutazione negativa, il professore perde lo scatto di stipendio e gli viene negata anche la partecipazione come commissario ai concorsi.

Passaggio di 1500 ricercatori ad associati in 3 anni

La riforma prevede anche il passaggio di 1500 ricercatori in 3 anni a professore associato.

Stop ai rettori a vita e alla “parentopoli”

Un rettore  potrà rimanere in carica un solo mandato, per un totale di sei anni. Inoltre si prevede che nelle assunzioni per ordinario e associato siano esclusi i consanguinei dei professori che appartengono al dipartimento  che chiede l’assunzione, ma anche di rettori, direttori, e consiglieri di amministrazione.

Valutazione degli Atenei

I fondi agli atenei saranno erogati  in base alla qualità della ricerca e della didattica. Scatta l’obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, dei corsi di laurea e delle sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie. La valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti verrà  eseguita dall’Anvur.

Perchè studenti e docenti protestano? Ecco i punti della riforma che non piacciono:

  • Rettore. Viene visto come monarca che decide i membri del CDA
  • Senato Accademico. Il CdA diventa l’organo principale.  Gli esterni, secondo gli studenti, saranno banchieri, industriali o uomini “mandati” dai partiti. Perciò l’Università sarà in mano ai privati e al loro pensiero.
  • Direttore Generale. Un manager scelto dal rettore che potrà provenire anche dal settore privato.
  • L’Università. L’Università a causa dei tagli andrà in rosso e si apriranno tre vie: l’università andrà in mano ai privati; oppure sarà costretta ad aggregarsi con altre, oppure sarà costretta al commissariamento finanziario.
  • Il diritto allo studio sostituito dai prestiti.
  • Ricercatore=Precario I ricercatori non saranno più a tempo indeterminato. Viene introdotto il ricercatore a tempo determinato con contratto triennale rinnovabile di altri tre anni.

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