Riforma Gelmini: quali novità?

5/10/2010 Il ddl sull’Università in questi giorni è al centro di animate discussioni. C’è chi dice che non è una vera e propria riforma, ma una misura debole e con risorse insufficienti. C’è chi dice invece  che è una riforma positiva e che migliora la qualità delle nostre Università.

Proponiamo di seguito alcuni interrogativi con relative risposte, tratte da alcuni articoli e comma del discusso DDL, in merito alle novità che dovrebbe introdurre la Riforma Gelmini:


Quali novità per la figura del rettore?

Mandato a “termine” per il rettore che non potrà essere incaricato per più di due mandati e per un massimo di otto anni, o per sei anni nel caso di mandato unico non rinnovabile. Inoltre il rettore farà parte del consiglio di amministrazione dell’università e proporrà un candidato per l’incarico di direttore generale.

Quali novità nella carriera dei professori?

La riforma Gelmini prevede un abbassamento dell’età pensionabile da 72 a 70 per i professori ordinari e a 68 per gli associati. Inoltre per accedere alla docenza accademica sarà necessario ottenere come requisito per l’accesso alla prima e seconda fascia un’abilitazione scientifica nazionale. Nessun “concorso locale”.

Come saranno selezionati i ricercatori?

La proposta di legge prevede che i ricercatori entrino solo con contratti a tempo determinato, seguiti da contratti triennali, al termine dei quali dovranno avere un’idoneità per avere il tempo indeterminato e come associati. Questo è il punto più criticato della riforma poichè si presume un aggravamento del precariato per la figura del ricercatore.

Cosa succederà alle Università poco virtuose?

I criteri di valutazione nella gestione contabile degli atenei saranno omogenei su tutto il territorio nazionale. Le università in dissesto finanziario saranno commissariate e i fondi verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica, anche attraverso un sistema di accreditamento periodico.

Quali novità nella gestione delle facoltà?

Al fine di evitare troppe frammentazioni e troppe specializzazioni inutili un ateneo non potrà contare più di 12 facoltà. A queste potranno affiancarsi accordi inter-ateneo. Inoltre le Università con un organico di professori e ricercatori inferiore a 500 unità, potranno autoorganizzarsi in maniera semplificata.

Quali novità per gli studenti?

La riforma Gelmini prevede un fondo speciale finalizzato a premiare gli studenti: per gli iscritti al primo anno, mediante “prove nazionali standard”, per gli iscritti agli anni successivi mediante “criteri nazionali standard di valutazione”.
Gli studenti saranno anche coinvolti nella valutazione della didattica attraverso una loro rappresentanza nel consiglio di amministrazione dell’ateneo. Il DDL Gelmini prevede anche una “maggiore internazionalizzazione attraverso una maggiore mobilità sia dei docenti che degli studenti con iniziative di cooperazione per attività di studio e di ricerca”.

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3 commenti

  1. fabiana

    Grazie per le informazioni e delucidazioni sulla riforma gelmini

  2. Finalmente una riforma efficace che spazza via una marea infinita di ladri, fannulloni, incapaci, infiltrati e la pericolosa MAFIA del “baronato”. I sei punti fondamentali della riforma cambieranno per sempre la faccia dell’università italiana: Nuovi limiti per il rettore – La carriera dei professori – I ricercatori – I controlli sui conti – La gestione delle facoltà – Le misure per gli studenti. Consiglio quindi agli studenti di leggere con attenzione i sei punti della riforma per capire meglio di cosa si tratta. 22 dicembre 2010, questo è un grande giorno.

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